Una Golf grigia, foto fatte bene, prezzo giusto. Il cliente la vede sul sito la sera, chiama la mattina dopo e si sente dire che è andata via tre settimane fa.
A volte fa anche la strada, prima di scoprirlo.
E la volta dopo non chiama più, perché pensa che anche le altre auto siano vecchie. Succede in tanti saloni: il piazzale cambia ogni settimana, il sito resta fermo.
Un sito web per concessionaria auto deve fare due cose.
Far trovare in pochi secondi un’auto che c’è davvero, con prezzo, foto e dati completi.
E far contattare chi la vende, dal telefono, nel modo che il cliente preferisce.
Partiamo da quella dove si sbaglia di più.
Indice dei contenuti di questo articolo
ToggleLo stock aggiornato viene prima della grafica
Lo stock è l’insieme delle auto che hai in vendita in questo momento.
Un’auto venduta che resta in vetrina ti costa due volte: la telefonata a vuoto, e poi la fiducia del cliente.
«Ok, ma come faccio a tenerlo aggiornato? Non ho una persona che ci sta dietro tutto il giorno.»
Non ti serve. Ti basta una fonte sola per le auto.
Quasi tutti i concessionari le caricano già su un gestionale: il programma dove inserisci foto, prezzi e dati, che manda da solo gli annunci ad AutoScout24 e Subito.
Il sito deve prendere le auto da lì, dalla stessa fonte dei portali, e mai da qualcuno che le ricopia a mano il lunedì mattina.
Le tre strade per portare le auto sul sito
Le strade sono tre:
- Il sito del gestionale: ha già le auto dentro, ma spesso ha la stessa grafica di tanti altri rivenditori.
- Il catalogo esterno: sta su un altro sito e si vede dentro il tuo in un riquadro. Si attiva in fretta, però per Google quelle schede restano dell’altro sito.
- Il collegamento: porta le auto dentro il tuo sito come pagine vere. È la strada che preferiamo.
Per chi usa GestionaleAuto abbiamo fatto un plugin, cioè un’aggiunta che dà funzioni nuove a un sito WordPress.
Si chiama DNA Gestionale Web: porta lo stock di GestionaleAuto su un sito WordPress e lo aggiorna ogni ora.
Tre domande da fare a chi ti prepara il sito
Ogni quanto si aggiorna? Cosa succede quando vendi un’auto: sparisce, o resta un po’ con la scritta «venduta»?
E se il collegamento si interrompe, chi se ne accorge?
Se la risposta è «nessuno», lo scoprirai da un cliente al telefono.
Se oggi non sapresti rispondere nemmeno tu, guarda come lavoriamo sul sito di un’attività: cosa c’è dentro e quanto costa, in una pagina sola.
Il catalogo e i filtri: come cerca chi compra
Il cliente che apre il catalogo ha già due o tre paletti in testa: quanto vuole spendere, a cosa gli serve l’auto, magari il cambio automatico.
Marca, modello, prezzo, chilometri, anno, alimentazione, cambio e carrozzeria: con questi filtri copri quasi tutte le ricerche.
Vendi anche auto a km 0, cioè già immatricolate dal concessionario e praticamente nuove? Mettile come scelta a parte.
Ecco come appare un catalogo con i filtri pensati per chi cerca:

Due dettagli separano un catalogo comodo da uno che fa arrabbiare.
Il primo: accanto a ogni voce del filtro, il numero di auto.
Se il cliente sceglie «ibrida» e trova zero risultati, pensa che il salone sia vuoto.
Il secondo: i filtri scelti restano in vista e si tolgono con un tocco. Da telefono nessuno ha voglia di ricominciare da capo.
La scheda dell’auto: dove il cliente decide se chiamarti
La scheda è la pagina di una singola auto.
Deve rispondere alle domande che altrimenti ti farebbe al telefono: quanto costa, com’è, cosa ha, chi la vende e come ti contatta.
Foto, dati e descrizione
Le foto fanno metà del lavoro.
Devono essere tante e sempre nello stesso ordine: tre quarti dal davanti, i lati, gli interni, il cruscotto con i chilometri, il bagagliaio. E gli eventuali difetti.
Sotto vanno i dati che il cliente confronta: immatricolazione, chilometri, alimentazione, cambio, potenza, classe di emissioni, numero di proprietari se lo sai, dotazioni.
Poi due righe scritte da una persona, come «tagliando appena fatto, gomme nuove», che valgono più di qualsiasi elenco generato in automatico.
Prezzo e garanzia
«Ma se metto il prezzo, il concorrente lo vede.»
Lo vede lo stesso, sui portali. Il prezzo va scritto.
Su un usato da quindicimila euro, «Prezzo su richiesta» fa scappare proprio chi stava confrontando, cioè chi era pronto a comprare.
Vicino al prezzo metti un collegamento alla tua pagina sulla garanzia.
Se vendi da professionista a un privato vale la garanzia legale di conformità: rispondi dei difetti dell’auto per 24 mesi dalla consegna.
Sull’usato la durata si può ridurre, ma solo per iscritto e mai sotto i 12 mesi. Lo spiega la guida di AutoScout24 sulla garanzia dell’auto usata.
Chiama, WhatsApp, modulo: i contatti a portata di pollice
Dal telefono il cliente vuole tre pulsanti sempre a portata di pollice: chiama, scrivi su WhatsApp, chiedi informazioni.
WhatsApp è quello che usa di più chi guarda le auto la sera, sul divano, e il messaggio deve partire con il nome dell’auto già scritto.
Un venditore di Pontecagnano me l’ha spiegato meglio di qualsiasi manuale. Il lunedì apriva WhatsApp e trovava sei messaggi uguali: «è ancora disponibile?».
Di quale auto, non lo diceva nessuno. E quando lui chiedeva «quale?», metà non rispondeva più.
Il modulo, invece, va tenuto corto: nome, telefono, email, il consenso alla privacy e al massimo una domanda utile, come «hai un’auto da dare in permuta?».
Ogni richiesta deve arrivare con l’auto e il suo codice a chi la segue, e restare salvata dove non si perde.
C’è una guida a parte sui moduli di contatto efficaci.
Conta chi ti chiama e chi ti scrive
Ti interessa sapere quante persone hanno chiamato, scritto o mandato il modulo, e da quale auto.
Ognuno di questi gesti va registrato come evento, cioè come azione contata a parte, in Google Analytics, lo strumento gratuito di Google che conta le visite.
Se fai pubblicità su Facebook e Instagram, lo registri anche nel pixel di Meta: un pezzo di codice che dice a Meta cosa fa chi arriva dalle tue pubblicità.
Attenzione però: Analytics e il pixel partono solo dopo il sì nel banner dei cookie, la finestra che chiede il permesso la prima volta che apri un sito.
E ogni richiesta va contata una volta sola, anche se qualcuno ricarica la pagina di ringraziamento.
Auto vendute ancora online, nessun tasto per scrivere, richieste senza il nome dell’auto. Se ne hai riconosciute due su tre, qui c’è il sito che costruiamo noi, con tutto quello che contiene.
Finanziamento e permuta: le due domande che il cliente ha in testa
Quanto pago al mese? E quanto mi dai per la mia auto?
Il sito può rispondere a tutte e due, prima della visita.
Ecco come appaiono rata e permuta già sulla scheda dell’auto:

Per il finanziamento la soluzione più onesta è una rata d’esempio sulla scheda, con accanto il testo informativo della finanziaria con cui lavori.
Quel testo riporta il TAN, tasso annuo nominale, che è il solo interesse. E il TAEG, tasso annuo effettivo globale, che comprende spese e commissioni: dice quanto costa davvero il finanziamento.
Non hai una rata d’esempio? Basta un pulsante «Chiedi un preventivo di finanziamento» che porta nel modulo l’auto scelta.
Per la permuta funziona un modulo dedicato: targa o modello, anno, chilometri, qualche foto.
Meglio ricevere i dati prima e presentarti con una cifra già ragionata.
Farsi trovare su Google in zona
Chi cerca un’auto usata cerca quasi sempre vicino a casa.
Il primo lavoro sta fuori dal sito: la scheda Google Business Profile, cioè la scheda della tua attività su Google e su Maps.
Ne parliamo nella guida al profilo Google Business per concessionarie.
Sul sito, invece, ogni auto deve avere una pagina sua, con un indirizzo suo e un titolo con marca, modello e versione.
Chi cerca «Fiat 500 ibrida usata Salerno» deve arrivare dritto sulla scheda di quell’auto.
Le schede veicolo gratuite di Google non ci sono più
Google ha chiuso le schede veicolo gratuite, i riquadri con le auto in vendita nei risultati di ricerca, e non legge più i feed dei veicoli.
Lo dice l’avviso sulla pagina delle schede di veicoli.
Se qualcuno ti promette le auto in evidenza su Google con i dati strutturati, cioè informazioni nascoste nel codice della pagina, ti vende una cosa che non c’è più.
Restano le pagine fatte bene, la scheda Google e la pubblicità, con gli annunci di veicoli di Google Ads arrivati in Italia a marzo 2026.
Velocità da telefono
Molti guardano le auto dal telefono, con la linea debole del parcheggio.
Google misura la velocità con i Core Web Vitals: secondo la guida di web.dev, il contenuto principale deve comparire entro 2,5 secondi.
E la pagina deve rispondere a un tocco entro 200 millisecondi, in almeno tre visite su quattro.
Su un sito di auto il peso viene dalle foto: trenta per auto e cento auto fanno tremila foto.
Vanno mostrate rimpicciolite e caricate mentre il cliente scorre, oppure prese dal gestionale senza copiarle.
Un ultimo dettaglio tecnico: su WordPress i lavori programmati, come l’aggiornamento delle auto, partono solo quando qualcuno visita il sito (WP-Cron).
Di notte le visite sono poche, e l’aggiornamento delle tre può partire alle otto. Si risolve facendo partire WP-Cron dall’hosting, lo spazio dove vive il sito, a orari fissi.
Le pagine che il sito di una concessionaria deve avere
Oltre al catalogo bastano poche pagine, ognuna con un compito:
- auto nuove e km0: i modelli che vendi, con le offerte del mese e la loro scadenza;
- usato: il catalogo collegato al gestionale;
- noleggio: se lo proponi, con canone, durata e cosa è incluso;
- officina e assistenza: orari, servizi e una richiesta di appuntamento;
- chi siamo: le persone che il cliente incontrerà, con nome e foto;
- contatti e sedi: indirizzo, mappa e orari di ogni reparto.
Su ogni scheda aggiungi anche il pulsante «Prenota una prova su strada».
La richiesta diventa un appuntamento solo quando una persona la conferma, con giorno e ora.
Quanto costa un sito per concessionaria
Una media affidabile dei prezzi in Italia non l’abbiamo trovata.
Possiamo dirti da cosa dipende il costo, così confronti i preventivi sulle stesse voci.
Le piattaforme in abbonamento per concessionari costano poco all’inizio e hanno tutto pronto. In cambio la grafica somiglia a quella di altri rivenditori, e se smetti di pagare spesso il sito sparisce.
Un sito WordPress su misura costa di più all’inizio. In compenso è tuo: il dominio, cioè l’indirizzo del sito, i testi, la grafica e i contatti raccolti.
Nel preventivo controlla che ci siano queste voci:
- il collegamento al gestionale, e cosa succede quando si interrompe;
- una pagina con un indirizzo proprio per ogni auto;
- i pulsanti di contatto, con il conteggio degli eventi;
- il banner dei cookie;
- l’hosting e chi fa gli aggiornamenti.
Se ne manca una, il prezzo basso di oggi lo paghi dopo.
Il nostro prezzo non lo trovi qui: è scritto per intero, senza preventivi da inseguire, nella pagina su quanto costa il sito per la tua attività.
Un caso reale è Pulzoni Antonelli, concessionaria di Cesena: il catalogo dell’usato sta dentro il loro sito WordPress e si aggiorna da solo dal gestionale.
Lo raccontiamo nel caso studio di Pulzoni Antonelli Auto.
Una prova da fare stasera
Apri il tuo sito dal telefono e cerca l’ultima auto che hai venduto.
Se c’è ancora, con il prezzo e le foto, sai da dove cominciare: dalla fonte delle auto, prima che dalla grafica.
Se non c’è, tocca il tasto WhatsApp sulla scheda di un’altra auto e guarda cosa arriva al venditore.
Spesso il secondo problema sta lì.
Il sito, poi, è solo un pezzo: come si porta la gente in salone lo spieghiamo nella guida al marketing automotive per concessionarie.
Domande frequenti
Mi basta essere su AutoScout24 e Subito, o mi serve anche un sito?
Sui portali sei accanto a cento concorrenti e il cliente confronta solo il prezzo. Sul sito arriva chi ti cerca per nome o ha visto la tua pubblicità, e lì ci sei solo tu. Conviene avere tutti e due, con le auto prese dallo stesso gestionale.
Le auto vendute vanno tolte subito dal sito?
Meglio lasciarle qualche giorno con la scritta «venduta» e un modulo per farsi avvisare quando arriva un’auto simile. Così anche l’auto venduta ti porta un contatto. La scritta deve arrivare dal gestionale, mai da una persona che deve ricordarsene.
Posso tenere il sito che mi ha dato il gestionale?
Puoi, ed è comodo. Spesso però la grafica è uguale per tanti rivenditori e il sito sta su un indirizzo del fornitore. Se vuoi la tua grafica e i tuoi contatti, serve un sito tuo collegato allo stesso stock.
WordPress va bene per un sito di concessionaria?
Sì, se il catalogo è fatto apposta per le auto e non è un tema generico, cioè una veste grafica già pronta, riempito a mano. Il sito resta tuo anche se cambi agenzia.
Il tuo sito mostra solo le auto che hai?
Nella pagina sul sito per la tua attività vedi cosa c'è dentro, alcuni lavori che abbiamo fatto e il prezzo, scritto per intero.
Guarda lavori e prezzo




