Il Google Business Profile di una concessionaria auto è la scheda che compare su Google Maps e a destra nei risultati di Google.
Indirizzo, orari, foto, stelle delle recensioni. Spesso è il primo contatto con il cliente: da lì ti chiama, chiede la strada per il salone o apre il sito.
Per farla lavorare servono sei cose, in quest’ordine:
- il nome vero e la categoria giusta;
- una scheda per ogni reparto, con i suoi orari;
- foto vere e post aggiornati;
- recensioni chieste con metodo, e risposte a tutte;
- i contatti nuovi, dopo la chiusura della chat;
- il collegamento al sito e i numeri letti ogni mese.
Vediamole con le regole che Google applica oggi in Italia.
Indice dei contenuti di questo articolo
TogglePerché la scheda Google conta per una concessionaria
Chi cerca «concessionaria Audi Salerno» o «officina tagliando vicino a me» spesso non apre nessun sito.
Guarda la mappa, legge le stelle, controlla se sei aperto e tocca «Chiama».
La scheda lavora prima del sito, e per tante persone al posto del sito.
Ecco come appare una concessionaria sulla mappa:

«E da cosa dipende se compaio io o il concorrente?»
Da tre cose, lo dice Google stesso: pertinenza, distanza ed evidenza.
La distanza tra chi cerca e la tua sede non la controlli. La pertinenza dipende da categoria, servizi e informazioni complete.
L’evidenza è quanto sei conosciuto, e qui contano anche numero e voto delle recensioni. Un posto più in alto, aggiunge Google, non si compra.
Qui parliamo solo della scheda. Per il resto c’è la guida sul sito web per concessionaria auto.
E quando qualcuno tocca «Sito web» sulla tua scheda? Se non sei sicuro di cosa trova, guarda il sito che facciamo per le attività locali, prezzo compreso.
Nome e categorie della scheda: le scelte che decidono le ricerche
Il nome deve essere quello vero, quello scritto sull’insegna.
Le linee guida di Google vietano di aggiungere slogan e parole chiave, e avvertono che può scattare la sospensione: la scheda bloccata.
«Rossi Auto» va bene. «Rossi Auto Concessionaria Fiat Usato Garantito Salerno» è il modo più rapido per perdere la scheda, anche se nella tua zona ne vedi altre scritte così.
La categoria principale
È il tipo di attività che dichiari a Google, ed è la scelta che pesa di più.
Google ha una categoria per molti marchi, come concessionario Fiat o concessionario Audi, più una per il concessionario generico e una per le auto usate.
Sei un concessionario ufficiale? La categoria del marchio dice a Google esattamente cosa sei.
Vendi solo usato di più marchi? Quella dell’usato è più onesta.
Le categorie secondarie e i marchi
Le categorie secondarie servono per le altre attività che svolgi davvero: officina, vendita di ricambi, autonoleggio, leasing.
Google suggerisce una prova: la categoria deve completare la frase «questa attività è…», mai la frase «questa attività ha…».
Un salone con l’officina interna la aggiunge, uno che si appoggia a un’officina esterna no.
Sui marchi: niente più marchi nello stesso nome. Il rivenditore autorizzato o monomarca può usare il nome del marchio, e chi tratta marchi diversi con attività distinte può avere una scheda per ognuno.
Vendita, officina, noleggio: una scheda o più schede
Il cliente che cerca un tagliando vuole sapere quando apre l’officina. Se la scheda è una sola, trova gli orari del salone.
Google permette ai reparti di avere una scheda propria, con due condizioni.
Servono una categoria diversa da quella della sede e un nome diverso da quello della sede e degli altri reparti.
Per una concessionaria vuol dire la scheda del salone, quella dell’officina e, se c’è un banco dedicato, quella del noleggio. Ognuna con i suoi orari e il suo telefono.
Gli orari: la regola per i concessionari
Le linee guida hanno una regola fatta apposta per i concessionari: nella scheda vanno gli orari in cui vendi al pubblico.
Se nuovo e usato hanno orari diversi, si usano quelli del nuovo.
Per i servizi con orari diversi c’è la voce altri orari. Per festività e chiusure fino a sei giorni di fila ci sono gli orari speciali.
Agosto, i ponti, il sabato pomeriggio dell’officina: un orario sbagliato manda un cliente davanti a una saracinesca chiusa. E quel cliente, la sera, scrive una recensione.
Il noleggio, a breve o a lungo termine, si tratta come un’attività a sé se ha personale e orari propri: categoria sua, orari del banco, telefono di chi risponde.
Più sedi o più marchi: il gruppo di sedi
Con più saloni, o più schede tra marchi e reparti, Google consiglia di raccoglierle in un gruppo di sedi: le controlli tutte da un pannello solo.
Da dieci schede in su della stessa attività puoi anche chiedere la verifica collettiva, invece di verificarle una per una.
Collaboratori e agenzia li aggiungi come gestori, ognuno con il suo account Google. Possono curare scheda, recensioni e post, ma non togliere utenti né cancellare la scheda (Google, proprietari e gestori).
Il proprietario principale resta la tua azienda.
Foto, post e prodotti: cosa mostrare sulla scheda
Le foto vere fanno il lavoro che la descrizione non può fare.
L’esterno del salone come lo vede chi arriva in macchina, l’ingresso, l’interno, l’accettazione dell’officina, il parcheggio clienti, le persone che il cliente incontrerà.
Le immagini delle case madri le hanno tutti, il tuo piazzale ce l’hai solo tu.
Aggiungi una foto ogni volta che cambia qualcosa, come un’insegna o un’area consegne.
I post sono brevi annunci con foto che pubblichi sulla scheda. Google ne prevede tre tipi:
- Aggiornamenti: una novità, come l’arrivo di un modello nuovo, con un pulsante che porta al sito.
- Offerte: titolo e date di validità, con codice promozionale e link se vuoi. Vanno bene per i tagliandi di ottobre o il cambio gomme.
- Eventi: date e orari, per l’open day o il porte aperte del weekend.
Un dettaglio: i post con un numero di telefono nel testo possono essere rifiutati. Il numero va nella scheda, e basta.
I prodotti della scheda, per un salone, hanno senso su accessori, pneumatici o pacchetti di manutenzione.
«E le auto? Posso metterle sulla scheda?»
Come elenco no. L’inventario, cioè le auto in vendita mostrate sulla scheda con prezzi e filtri, Google l’ha attivato solo per i concessionari degli Stati Uniti.
In Italia esistono gli annunci di veicoli, ma sono pubblicità a pagamento in Google Ads, aperta da marzo 2026 a tutti i venditori di veicoli.
Sulla scheda, quindi, le auto le mostri con foto e post che rimandano alle loro pagine sul tuo sito.
Recensioni: come chiederle e come rispondere
Le recensioni pesano sulla posizione, e ancora di più sulla scelta del cliente.
Una concessionaria ha due momenti perfetti per chiederle: la consegna dell’auto e il ritiro dopo un intervento in officina. Il cliente è lì, contento, con il telefono in mano.
Ecco i due gesti da fare ogni volta:

Il link e il codice QR per le recensioni
Google ti dà un link e un codice QR, il quadratino da inquadrare con la fotocamera, che portano dritti alla pagina della recensione. Si prendono dal computer:
- vai su business.google.com ed entra con l’account Google della scheda;
- clicca «Leggi recensioni», poi «Ottieni più recensioni»;
- copia il link;
- per il QR, fai clic con il tasto destro sull’immagine e scegli «Salva immagine con nome».
Stampa il QR sul banco dell’accettazione e mettilo nella cartellina della consegna. Il giorno dopo manda il link su WhatsApp, con due righe.
Le regole da non toccare
Le norme sui contenuti di Google Maps vietano di offrire qualcosa in cambio di una recensione: sconti, omaggi, un lavaggio gratis.
Vietano anche di chiederle solo ai clienti soddisfatti, o di scoraggiare quelle negative.
E considerano in conflitto di interessi le recensioni di dipendenti, collaboratori e parenti. Il venditore che fa recensire il cugino mette a rischio tutta la scheda.
Come rispondere, anche alle negative
Google avvisa il cliente quando rispondi. La risposta passa da un controllo: di solito fino a 10 minuti, a volte fino a 30 giorni.
A chi ti lascia cinque stelle rispondi citando qualcosa di reale: il modello, il venditore, il lavoro fatto.
Alla negativa rispondi entro un giorno, senza discutere in pubblico. Riconosci il problema, scrivi chi contattare e porta la conversazione al telefono.
Chi legge giudica la tua risposta più della lamentela.
Messaggi e domande: cosa è cambiato
La vecchia chat della scheda non c’è più: Google l’ha chiusa il 31 luglio 2024, insieme alla cronologia delle chiamate.
WhatsApp sulla scheda, dove c’è
Al posto della chat, se la scheda è verificata, puoi aggiungere tra i contatti un link a WhatsApp o un numero per gli SMS.
Verificata vuol dire che Google ha controllato che la scheda è tua. La funzione c’è solo in alcuni paesi e regioni; per vedere se c’è anche per te:
- dal computer vai su business.google.com e clicca «Modifica profilo», poi «Contatto»;
- se trovi la voce «Chat», clicca la matita accanto e scegli WhatsApp;
- incolla il link del salone o dell’officina, quello che comincia con wa.me;
- premi «Salva».
Se la voce non c’è, per la tua scheda non è ancora attiva. E se aggiungi sia WhatsApp sia SMS, il cliente vede solo gli SMS.
Le domande e risposte stanno sparendo
Era la sezione dove chiunque poteva fare una domanda sulla tua attività.
Da dicembre 2025 Google la sta sostituendo con risposte scritte in automatico, prese da scheda, recensioni e sito.
Quello che non scrivi né sulla scheda né sul sito, Google non lo sa.
Orari dell’officina, marchi, noleggio: se il sito non li dice, o non c’è proprio, Google risponde con quello che trova. O con niente.
Da lì conviene partire: ecco come impostiamo il sito di un’attività, e quanto costa.
Collegare la scheda al sito e leggere le statistiche
Il link al sito deve portare alla pagina giusta:
- La scheda del salone: alla home, la pagina principale, o alla pagina della sede.
- La scheda dell’officina: alla pagina dell’assistenza, dove si prenota il tagliando.
- La scheda del noleggio: alla pagina delle prenotazioni.
Il link si cambia da «Modifica profilo», alla voce del sito web.
In fondo al link aggiungi i parametri UTM, etichette che dicono a Google Analytics da dove arriva chi visita il sito. Con tuosito.it/?utm_source=google&utm_medium=scheda distingui chi arriva dalla scheda.
I numeri della sezione «Rendimento»
Dal computer vai su business.google.com, clicca «Rendimento» e scegli in alto il periodo.
Ci trovi tanti numeri, ma per un salone ne bastano tre: chiamate, indicazioni stradali e clic sul sito.
Poi guarda i termini di ricerca: ti dicono se ti trova anche chi non conosce ancora il tuo nome.
Il controllo di venti minuti al mese
È quello che consigliamo ai concessionari con cui lavoriamo:
- orari, orari speciali delle prossime festività e telefono di ogni scheda;
- recensioni dell’ultimo mese, tutte con una risposta;
- almeno un post nuovo e una foto nuova;
- chiamate, indicazioni e clic sul sito, confrontati con il mese prima.
Una scheda curata porta chiamate. Trasformarle in vendite è un altro lavoro: ne abbiamo scritto nell’articolo su come trovare clienti per una concessionaria auto e nella guida al marketing automobilistico.
L’ultima volta che hai aperto la tua scheda dal telefono, come un cliente, cosa hai visto? Orari giusti, foto di quest’anno, risposte sotto le recensioni?
E toccando «Sito web», dove sei finito? Se la risposta non ti piace, qui trovi il sito che ci mettiamo dietro, spiegato dall’inizio al prezzo.
Domande frequenti
Google My Business è gratuito?
Sì. Google My Business è il vecchio nome del Profilo dell’attività, e Google scrive che puoi creare il profilo e mostrare la tua attività senza costi. Si paga solo la pubblicità, se decidi di farla, come gli annunci di veicoli in Google Ads.
Posso mettere marchio e città nel nome della scheda?
Solo se fanno parte del nome vero, quello sull’insegna. Aggiungere parole chiave è vietato e può far sospendere la scheda; il marchio puoi usarlo se sei rivenditore autorizzato.
Salone e officina devono avere due schede diverse?
Possono averle, se l’officina è un reparto con una categoria e un nome diversi da quelli del salone. Così ognuna mostra i suoi orari e il suo telefono.
Si possono mostrare le auto in vendita sulla scheda Google?
Non come inventario, che è attivo solo negli Stati Uniti. In Italia usi foto e post che rimandano al sito, oppure gli annunci di veicoli in Google Ads, aperti a tutti da marzo 2026.
Chi deve essere il proprietario della scheda?
La tua azienda, con un suo account Google. Chi ti aiuta, dipendente o agenzia, entra come gestore: se un giorno cambi, gli togli l’accesso e la scheda resta tua, con foto e recensioni.
Posso far cancellare una recensione negativa?
Solo se viola le norme di Google, per esempio se è falsa, offensiva o scritta da un concorrente: in quel caso la segnali dalla scheda. Una critica vera resta, e la cosa giusta è rispondere bene.
Dalla scheda al sito, senza perdere il cliente
Chi tocca «Sito web» sulla tua scheda deve trovare orari, servizi e un tasto per chiamarti. Nella pagina c'è il nostro modo di farlo, con il prezzo in chiaro.
Vedi il sito per la tua attività




