Pulzoni Antonelli Auto: il sito che segue da solo lo stock, i contatti che non si perdono e i video con un volto fisso

Cinquanta auto in vendita sul sito di Pulzoni Antonelli Auto, a inizio ottobre 2026. Nessuna caricata a mano.

Le inserisce il venditore sul gestionale, una volta sola. Il sito le prende da lì, ogni ora.

Per una concessionaria vuol dire una cosa semplice: chi apre il sito vede le auto in vendita, e quelle vendute non fanno più squillare il telefono.

Questo è il case study di una concessionaria auto di Cesena. Ti racconto come funziona il collegamento, come girano i contatti che arrivano dal sito e come facciamo video e post per i social.

Di vendite e fatturato non parlo: sono numeri del cliente.

Una concessionaria con oltre cento anni e due sedi a Cesena

Pulzoni Antonelli Auto è il nome commerciale di Auto S.A.T. S.p.A., una concessionaria con oltre cento anni di attività.

Le sedi sono due, entrambe a Cesena: la sede Antonelli in viale Oberdan e la sede Pulzoni in via Guarneri.

Vende auto nuove Fiat, Lancia, Abarth e Citroën, km0 e i veicoli commerciali Fiat Professional. Poi c’è l’usato di ogni marca, che arriva dalle permute.

Ha anche un’officina autorizzata, che segue pure Alfa Romeo e Jeep, un centro revisioni ministeriale e un magazzino ricambi.

Accanto c’è la divisione noleggio, Pulzoni Antonelli Rent, con comunicazione e social suoi. La sua storia è nel case study di Pulzoni Antonelli Rent.

Il problema: le auto stanno sul gestionale, il sito va per conto suo

Una concessionaria tiene le auto su un gestionale, cioè il programma con l’elenco dei veicoli in vendita.

Pulzoni Antonelli usa GestionaleAuto.com. Lì i venditori caricano le auto, cambiano i prezzi e segnano le vendite, e da lì partono gli annunci verso i portali.

Il sito, fatto con WordPress e il tema Motors, doveva mostrare le stesse auto senza che nessuno le ricaricasse a mano.

E doveva farlo in fretta.

Un’usata venduta che resta online porta solo telefonate a vuoto. Un’auto appena arrivata che compare tardi perde i primi giorni, quelli in cui la gente la cerca.

«Ok, ma non basta che il venditore aggiorni anche il sito?»

Basta, finché il salone è vuoto.

Il sabato, con tre clienti che aspettano, il sito è l’ultimo dei pensieri. E ogni auto caricata due volte è un’occasione per avere due prezzi diversi.

Poi c’erano i contatti da non perdere e i social, che dovevano raccontare le persone vere della concessionaria.

Cominciamo dal pezzo più grosso.

Il sito che segue da solo lo stock di GestionaleAuto

Si chiama DNA Gestionale Web ed è un plugin, cioè un programma aggiuntivo per WordPress, che abbiamo sviluppato noi.

Ha un compito solo: tenere il sito allineato al gestionale.

Pulzoni Antonelli è stato il primo concessionario su cui l’abbiamo messo in funzione.

Ogni ora il plugin legge lo stock e aggiorna il catalogo su pulzoniantonelli.it/auto-usate/.

Il venditore lavora solo sul gestionale, e il sito segue.

Le cinquanta auto stanno su due pagine. Si filtrano per marca, modello, prezzo, chilometri, anno, alimentazione, cambio, carrozzeria e stato d’uso, cioè km0 o usato.

Le foto non vengono copiate dentro WordPress: il sito le mostra direttamente dal gestionale.

C’è poi una regola che teniamo anche quando costa fatica: il contenuto del gestionale si pubblica così com’è.

Se una descrizione ha un errore, si corregge sul gestionale, dove la correzione vale anche per i portali. Ritoccarla sul sito vorrebbe dire avere due versioni della stessa auto.

La scheda, il modulo e la pagina di ringraziamento

Ogni scheda ha il modulo di richiesta, il pulsante per chiamare e quello per WhatsApp.

Dopo l’invio si arriva su una pagina di ringraziamento tutta sua, /auto-usate/grazie/.

Prima la conferma era un paragrafo poco visibile in mezzo alla scheda, e capitava che la stessa persona compilasse il modulo più volte.

La pagina di ringraziamento serve anche a contare le conversioni, cioè quante persone hanno chiesto informazioni dal sito.

E il pixel, il pezzetto di codice che racconta a Meta o a Google cosa fa chi visita il sito? Il plugin non lo installa: lo mette chi gestisce il sito, con il consenso per la privacy.

Se c’è, il plugin gli passa gli eventi delle schede: hai aperto un’auto, hai inviato il modulo. Sul sito di Pulzoni abbiamo controllato con il browser che arrivassero tutti.

Indirizzi che non cambiano, anche quando cambia il gestionale

Sul catalogo puntano anche le inserzioni a pagamento. Per questo l’indirizzo di una scheda non deve cambiare mai.

Se cambia, chi tocca l’inserzione trova una pagina d’errore. E il clic si paga lo stesso.

Il plugin legge lo stock dal file di scambio XML del gestionale, l’elenco delle auto in un formato che i programmi leggono al volo.

Così non dipende dalle API, la porta da cui un programma chiede i dati a un altro, che funziona con una credenziale che può scadere.

Quando tocchiamo il catalogo, confrontiamo le schede prima e dopo, una per una. Indirizzo, marca, modello, prezzo, chilometri e anno devono coincidere.

C’è poi un caso più sottile.

Il gestionale, a volte, cancella un annuncio e lo ricrea con un numero nuovo. Per il sito diventa un’auto uscita più un’auto nuova.

«E il sito segna come venduta un’auto che è ancora in vendita?»

No, perché il plugin si ferma prima.

Quando vede sparire molte auto in un colpo solo, non le segna come vendute: si ferma e avvisa. Meglio un sito fermo a ieri che un’auto in vendita marcata come venduta.

E oggi riconosce le auto ricreate: le tiene sulla stessa scheda, allo stesso indirizzo.

Le schede delle auto non più disponibili restano raggiungibili. E se esiste la stessa auto ricreata con il numero nuovo, chi apre la scheda vecchia viene portato lì.

Tutto questo poggia su un sito costruito bene, ed è da lì che si comincia. Se il tuo mostra ancora auto vendute, guarda il sito che facciamo per un’attività, con il prezzo in chiaro.

I contatti dal sito al CRM, senza perderne uno

Cosa succede quando qualcuno compila il modulo di una scheda?

La richiesta parte verso uno scenario di Make. Make è un programma che collega altri programmi tra loro, un po’ come un centralino che smista le chiamate.

Lo scenario crea o aggiorna il contatto in ActiveCampaign, il programma con cui la concessionaria manda le email. Poi lo iscrive alla lista dell’Auto e crea il lead nel CRM commerciale, l’elenco delle trattative.

Dall’iscrizione alla lista parte da sola l’automazione di benvenuto.

Un dettaglio che conta: i moduli di Make che creano il contatto in ActiveCampaign scrivono nome e campi. Alla lista, però, non lo iscrivono.

Senza quel passo il contatto c’è, e non riceve niente.

Per questo ogni scenario nuovo lo verifichiamo sul primo contatto reale, mai su quello di prova.

L’account ActiveCampaign è uno solo per tutta l’azienda, con liste separate per Auto, Rent, Moto e Officina. Ogni settimana parte un riepilogo per l’Auto e uno per il Rent.

Se vuoi organizzare questo pezzo nella tua concessionaria, ne parlo nella guida al CRM per concessionaria auto.

Video brevi, sempre con la stessa persona

Per i social abbiamo costruito un format di video verticali, da girare con lo smartphone.

L’idea guida è la famiglia, nei due sensi. Quella del cliente, che ha bisogno dell’auto giusta per il momento che sta vivendo. E la concessionaria come famiglia, con le persone che ci lavorano.

Le rubriche sono quattro:

  • «L’auto della famiglia»: abbina un modello a un momento della vita.
  • «Domanda della settimana»: una domanda secca, per far commentare.
  • «Dietro le quinte»: mostra i reparti e il lavoro vero.
  • «Enrico risponde»: racconta con ironia le frasi tipiche del salone, senza mai prendere in giro il cliente.

Per girarli non serve una troupe. Servono regole chiare, e le nostre sono strette apposta:

  • parla sempre la stessa persona, gli altri compaiono solo sullo sfondo;
  • ogni video dura tra i 40 e i 50 secondi, ha da quattro a sei inquadrature e chiude con il motto «La mobilità che conviene… sempre»;
  • nel parlato si dice «le nostre due sedi a Cesena», mai gli indirizzi;
  • niente prezzi o rate senza una conferma ufficiale.

Per ogni video consegniamo lo script completo, con caption e note di montaggio, e un copione corto da leggere sul telefono durante le riprese.

Caroselli e post con le foto vere

I caroselli li produciamo con SlideMate, il nostro motore per generarli. Per Pulzoni lo stile cambia con l’argomento:

  • un quadro strumenti per l’officina e le spiegazioni tecniche;
  • una scheda tecnica su fondo chiaro per l’usato garantito e i veicoli commerciali;
  • la foto dell’auto a tutta pagina per le offerte e il territorio.

Ne parlo più in generale nell’articolo sui caroselli Instagram per aziende.

Per la promo estiva «Compri l’auto. La bici te la regaliamo noi» abbiamo fatto un generatore di post sulle foto delle consegne.

Le foto dei clienti non passano mai da un’intelligenza artificiale. Entrano così come sono, nel formato 4:5, e la grafica sta intorno.

Le caption raccontano i fatti come una cronaca: chi ha ritirato quale auto e le condizioni della promo per intero, compreso il requisito del finanziamento.

Prima di pubblicare servono il consenso delle persone nelle foto e, per i minori, la liberatoria dei genitori.

Il giro completo, dall’auto caricata al contatto

Un venditore carica un’auto sul gestionale. Entro l’ora la trova sul sito, con foto, filtri e scheda.

Chi la guarda chiama, scrive su WhatsApp o compila il modulo. Il contatto entra nella lista dell’Auto, riceve il benvenuto e arriva come lead nel CRM.

Quando l’auto si vende, la scheda resta raggiungibile come «non più disponibile». Niente pagina d’errore.

Lungo tutto il giro, nessuno ricopia un’auto a mano.

Anche i contenuti hanno regole scritte, raccolte in una base di conoscenza del cliente: chi riprende il lavoro, anche a mesi di distanza, parte da lì.

I passaggi per impostare un sito che lavori così sono nella guida al sito web per concessionaria auto.

Due abitudini che ci portiamo via da Cesena

La prima: si misura sul sito vero. Il tema, gli altri plugin e il telefono del cliente cambiano il comportamento di una pagina, e un ambiente di prova certe cose non le mostra. Gli eventi verso Meta, per esempio, li contiamo a ogni rilascio.

La seconda: l’indirizzo di una scheda è un impegno. Ci puntano annunci, condivisioni, link salvati, e prima di toccare il catalogo c’è sempre una strada pronta per tornare indietro.

Le cinquanta auto dell’inizio, nessuna caricata a mano, stanno in piedi su queste due abitudini. Il venditore lavora sul gestionale, e il sito segue senza che nessuno ci pensi.

Se vuoi lo stesso ordine nella tua concessionaria, comincia dal sito: cosa ci mettiamo dentro, e quanto costa.