Come si fa un carosello Instagram che la gente salva e manda agli amici, invece di scorrerlo via?
La risposta sta in quattro scelte: il formato, la copertina, un’idea per slide e un solo invito alla fine. Nessuna richiede una grafica costosa.
Sono le regole che usiamo per i caroselli Instagram per aziende che prepariamo per i clienti.
Per più di tre mesi ne abbiamo pubblicato anche uno nostro, ogni mattina: «L’AI spiegata bene». Molte di queste regole sono nate dai caroselli che abbiamo bocciato, belli da vedere e vuoti.
Se il termine ti è nuovo: il carosello è un post con più immagini, le slide, che si sfogliano passando il dito di lato.
Indice dei contenuti di questo articolo
ToggleFormato e misure di un carosello Instagram nel 2026
Un carosello può contenere fino a 20 foto e video, come dice la guida ufficiale di Instagram ai post con più contenuti.
La forma della prima slide vale per tutte: se la prima è verticale, le altre non possono essere quadrate.
Puoi mescolare foto e video.
Il formato più usato è il 4:5, quattro parti di larghezza per cinque di altezza, perché nel feed, dove scorrono i post, occupa più spazio:
| Formato | Pixel | Quando usarlo |
|---|---|---|
| 4:5 verticale | 1080×1350 | la scelta di base per il feed: occupa più schermo |
| 1:1 quadrato | 1080×1080 | quando hai foto già quadrate; i testi vanno accorciati |
| 9:16 verticale pieno | 1080×1920 | per le storie, quando ci riprendi lo stesso contenuto |
Nella griglia del profilo la copertina viene tagliata un po’ ai lati: titolo e soggetto tienili al centro.
Dopo la pubblicazione puoi cambiare l’ordine delle slide, toglierne una e correggere la caption.
Aggiungere slide o sostituire un’immagine, invece, non si può. Per un errore di battitura nella slide 4 devi cancellare il post e ripubblicarlo da zero.
Per questo da noi ogni carosello si riguarda sul telefono, slide per slide, prima di uscire.
Come creare un carosello su Instagram, passo passo
Dall’app i tocchi sono pochi, come spiega la pagina di aiuto di Instagram sui caroselli con la musica:
- tocca il + in alto e scegli Post;
- tocca l’icona della selezione multipla, quella con i quadratini sovrapposti;
- scegli le slide nell’ordine in cui vuoi che si vedano, fino a 20;
- tocca Avanti, scegli se usare un filtro e tocca di nuovo Avanti;
- se vuoi, aggiungi una canzone, poi scrivi la caption e tocca Condividi.
La musica si mette solo sui caroselli fatti di sole foto: con un video dentro non si può.
Il carosello continuo, o panoramico
È il carosello dove un’immagine prosegue da una slide all’altra, e chi sfoglia vede un’unica striscia.
Si prepara un’unica immagine larga quanto tre slide, per esempio 3.240×1.350 pixel per tre slide in 4:5. Poi la si taglia in tre pezzi da 1.080×1.350 e si caricano in ordine.
Un consiglio: tieni scritte e volti lontani dai punti di taglio, dove l’immagine si spezza.
Con quali app si fanno
Per la grafica bastano programmi come Canva, che ha una raccolta di modelli per caroselli da personalizzare. Alcuni sono gratuiti, altri solo nel piano a pagamento.
L’intelligenza artificiale aiuta a scrivere la prima bozza dei testi. Da noi però una persona rilegge ogni slide prima che esca: come lavoriamo l’abbiamo raccontato nell’articolo sulle automazioni AI per piccole imprese.
La copertina che ferma lo scroll
La copertina è la prima slide, e ha un solo compito: fermare il pollice di chi scorre.
Funziona quando fa nascere una curiosità: chi la legge capisce che dentro c’è una risposta che ancora non ha.
Ci vuole una sola idea, in 5-9 parole, scritte pensando a chi legge.

Le formule che usiamo più spesso, con esempi dal mondo delle auto:
- Contro un’idea diffusa: «”Anticipo zero” non è gratis: ecco dove lo ritrovi».
- L’errore che non si vede: «3 errori che abbassano il valore della tua permuta».
- La domanda che il cliente si fa già: «Comprare o noleggiare se fai 30.000 km l’anno?».
- Il «prima di…»: «Prima di firmare un noleggio, controlla queste 4 voci».
Le copertine che non fermano nessuno si somigliano tutte: «Offerte imperdibili», «Scopri i nostri servizi», «Qualità e professionalità da sempre».
Parlano dell’azienda, e a chi scorre l’azienda interessa poco. Riscrivile partendo dal dubbio di chi compra: «Offerte imperdibili sul noleggio» diventa «Quanto costa davvero un’auto a noleggio, voce per voce».
Per la grafica bastano un titolo grande al centro, il logo piccolo in un angolo e una sola foto forte.
Se il logo occupa un terzo della slide, il post sembra una pubblicità e la gente passa oltre.
Una idea per slide: quante slide e quante parole
Il test più utile che conosco è brutale: se una slide si può togliere senza perdere niente, va tolta.
Ogni slide che resta dice una cosa precisa, che quasi nessuno sa, e si capisce in tre secondi.

In cima va un titolo di 4-8 parole, la promessa o il verdetto. Sotto, da 15 a 30 parole che spiegano il perché, al massimo una quarantina.
Quando una slide avrebbe bisogno di una seconda idea, quella idea diventa la slide dopo.
Quante slide, allora? Le decide il contenuto: di solito 6-9, a volte 5, a volte 12.
«Offriamo assistenza completa» non insegna niente.
«Se buchi una gomma di domenica chiami un numero e arriva il soccorso: controlla la voce assistenza del tuo contratto» dice cosa succede, quando e cosa fare.
Tre strutture che funzionano: problema-soluzione, miti e fatti, passo per passo
Partire da uno schema ti evita il carosello «elenco di cose sparse», quello che si abbandona alla terza slide.
Problema e soluzione
La copertina presenta il problema, le slide dopo dicono a chi capita e cosa comporta, l’ultima porta la soluzione e l’invito.
Un’agenzia di noleggio a lungo termine può partire da «Il leasing ti scade tra tre mesi e non sai se riscattare».
Riscattare vuol dire tenere l’auto pagando la quota finale. Chi ha quel problema si riconosce già nella copertina.
Miti e fatti
Prendi tre convinzioni diffuse e dai a ognuna la sua slide: prima il mito, poi il fatto con il perché.
Funziona nei settori pieni di luoghi comuni, come la sanità o le auto elettriche.
In ambito medico aggiungiamo una regola: niente garanzie assolute, si scrive «spesso» e verso la fine «ogni caso va valutato in visita».
Passo per passo
Un percorso dall’inizio alla fine, una tappa per slide. Una concessionaria può raccontare «Dalla prova su strada alla consegna in 5 passi», uno studio medico la prima visita.
È il formato che viene salvato di più, perché lo si riapre quando serve.
Numera le tappe sulle slide: chi riapre il post dopo settimane deve capire subito dove si trova.
Testo e grafica leggibili sul telefono
Un carosello si legge su uno schermo di sei pollici, con il pollice pronto ad andare avanti. Le nostre regole di grafica partono da lì:
- Spazio vuoto: più o meno metà della slide resta libera, foto esclusa.
- Colonna stretta: da 30 a 45 caratteri per riga, mai a tutta larghezza.
- Due grandezze di carattere, più una piccola etichetta.
- Un solo colore per evidenziare, usato poco: se tutto è evidenziato, niente lo è.
- Contrasto netto: il grigio chiaro su bianco, al sole, non si legge.
Poi c’è il ritmo: la stessa impaginazione su ogni slide stanca.
Alterniamo foto e testo, solo testo, un numero grande, una lista da controllare, con margini, caratteri e colori sempre uguali.
Sulle immagini siamo severi: una foto deve spiegare qualcosa. Tre o quattro ben scelte bastano.
Per l’ultima slide preferiamo una foto vera della sede o delle persone, perché lì chi legge decide se fidarsi.
Prima di pubblicare mettiamo tutte le slide in fila su un unico foglio: si vedono subito due slide che dicono la stessa cosa, o una che stona.
Caption e invito all’azione
La caption è il testo sotto le immagini, una sola per tutto il carosello.
Instagram ne mostra circa le prime 125 battute e nasconde il resto sotto «altro»: lì va il gancio, che riprende la copertina con parole diverse.
Sotto metti quello che nelle slide non ci stava: il contesto, un esempio, una storia breve.
Per il nostro carosello quotidiano puntavamo a circa 750 caratteri, senza superare i 900. Il limite di Instagram è 2.200: oltre, il post non esce.
Gli hashtag oggi sono al massimo 5 per post, come riporta Metricool, e noi ne usiamo fino a 3.
L’invito all’azione, poi, è uno solo e costa poca fatica.
«Salva questo carosello, ti servirà quando cambierai auto» va bene per un contenuto da consultare. «Mandalo a chi deve rinnovare il noleggio quest’anno», per uno da far girare.
Una slide che chiede quattro cose insieme non ne ottiene nessuna. Scegline una.
E se vuoi che la gente venga in negozio o ti scriva? Allora l’invito diventa «passa a trovarci» o «scrivici», e il link nella bio deve portare a una pagina tua con orari, mappa e il tasto per scriverti.
Quanto spesso pubblicare e come capire se un carosello funziona
La regolarità conta più del numero: per una piccola azienda uno o due caroselli a settimana fatti bene valgono più di uno al giorno fatto per riempire.
Un consiglio pratico: preparane tre o quattro nella stessa giornata, così lo stile resta uguale e il martedì sera hai già il post pronto.
Per capire se un carosello funziona, apri il post dal tuo profilo e tocca Visualizza statistiche.
Trovi visualizzazioni, interazioni e attività sul profilo, come spiega la pagina ufficiale sulle statistiche dei post.
I mi piace dicono poco: guarda i salvataggi e le condivisioni.
Il conto è semplice: 40 salvataggi su 1.000 visualizzazioni fanno il 4%. Fai lo stesso con le condivisioni e confronta i tuoi caroselli tra loro.
Per Adam Mosseri, che guida Instagram, conta soprattutto quante persone mandano il post a qualcuno. Lo riporta l’analisi di AMP sulle priorità di Instagram.
I numeri si leggono così:
- Tanti salvataggi, poche condivisioni: hai fatto un contenuto da consultare, come una guida o una lista.
- Tante condivisioni: hai toccato un tema che fa fare bella figura a chi lo manda.
- Tante visite al profilo: il carosello ha fatto venire voglia di sapere chi sei.
Su cosa misurare entra nel dettaglio la nostra guida all’engagement.
Un carosello con tanti salvataggi è anche il candidato giusto per un’inserzione, che lo porta a chi non ti segue. È il lavoro delle campagne Facebook e Instagram che seguiamo.
Il giorno in cui pubblichi, condividi il carosello nelle storie con un sondaggio sul tema: come si fa lo spieghiamo nei trucchi per le Instagram Stories.
Dopo il carosello: la bio, il link e il sito
Chi arriva sul profilo da un carosello ha appena deciso che gli interessi, e ha una domanda pratica: dove sei, quando sei aperto, come ti scrivo.
Di solito tocca il link nella bio, o cerca il tuo nome su Google.
«Ho già Instagram. Il sito a cosa mi serve?»
A non perdere chi ti ha appena scoperto.
Su Instagram ti trovano la prima volta. Sul sito trovano orari, mappa, servizi e un tasto per scriverti su WhatsApp, tutto insieme.
Perché un sito serve anche a chi ha già la scheda Google e i social lo spieghiamo in perché è importante avere un sito web. Cosa metterci dentro è nella guida su cosa deve avere il sito di un’attività locale.
Fai una prova adesso, dal telefono: tocca il link nella tua bio come farebbe un cliente che non ti conosce.
In tre secondi trovi l’indirizzo, gli orari e un modo per scriverti?
Se la risposta è no, anche il carosello più salvato lavora a metà. Guarda cosa mettiamo nel sito di un bar, di un negozio o di uno studio, pensato per chi arriva da Instagram con il telefono in mano.
Domande frequenti
Cosa significa carosello su Instagram?
È un post con più foto o video, le slide, che si sfogliano passando il dito di lato. Nel feed si vede la prima, con una fila di puntini sotto.
Quante slide può avere un carosello Instagram?
Fino a 20, tra foto e video. Per un’azienda di solito ne bastano 6-9: si scorrono tutte e ognuna porta un’idea.
Che misure deve avere un carosello Instagram?
1080×1350 pixel, in formato verticale 4:5. Le slide hanno tutte lo stesso formato, perché Instagram applica a tutte quello della prima.
Come si fa un carosello continuo su Instagram?
Con un’unica immagine larga quanto tutte le slide, tagliata in pezzi uguali e caricata in ordine. Per tre slide in 4:5 sono 3.240×1.350 pixel, divisi in tre.
Si può modificare un carosello dopo averlo pubblicato?
In parte. Puoi correggere la caption, cambiare l’ordine delle slide e toglierne qualcuna. Per aggiungerne o sostituire un’immagine devi cancellare il post e pubblicarne uno nuovo.
Meglio un carosello o un reel?
Fanno lavori diversi. Il reel ti fa scoprire da chi non ti conosce, il carosello dà qualcosa da salvare. Un buon piano li usa tutti e due, sullo stesso tema.
Ti hanno salvato. Adesso fatti trovare
Chi riapre un tuo carosello prima o poi cerca l'indirizzo, gli orari e un modo per scriverti. Nella pagina vedi cosa deve trovare, e come lo prepariamo.
Guarda cosa trovano



