Il WhatsApp marketing è l’uso di WhatsApp per trovare clienti, vendere e seguirli dopo l’acquisto.
In pratica vuol dire rispondere in fretta a chi ti scrive, mandare promozioni a chi le ha chieste e portare in chat chi vede le tue pubblicità.
In Italia funziona bene, perché i clienti tengono WhatsApp aperto tutto il giorno.
Le regole sono due: le persone devono aver accettato di ricevere i tuoi messaggi, e i messaggi devono interessare a loro.
Se salti la prima, rischi il numero.
Indice dei contenuti di questo articolo
ToggleCosa si può fare con il WhatsApp marketing (e quando ha senso)
WhatsApp è fatto per conversare. Rende di più dove la vendita passa per una domanda o una trattativa: un’auto usata, un noleggio a lungo termine, una visita in uno studio, un trattamento su misura.
Le attività sono di quattro tipi:
- Rispondere ai contatti: quelli che arrivano dal sito, dalle pubblicità o dalla scheda Google, e farlo in fretta.
- Mandare messaggi tuoi: promozioni, novità e promemoria, a una lista di persone che ha detto sì.
- Portare persone in chat con la pubblicità: gli annunci che aprono WhatsApp con un tocco.
- Seguire il cliente dopo la vendita: l’assistenza, che spesso porta il passaparola.
Il primo tipo porta soldi più in fretta, perché la persona ti ha appena cercato.
Per quello abbiamo costruito Chatpilot, che scrive su WhatsApp a chi compila i tuoi moduli, dal tuo numero e in pochi secondi.
«E quando non ha senso?»
Quando nessuno in azienda può rispondere in giornata. Il cliente vede le due spunte blu e sa che hai letto.
Una chat senza risposta fa più danni di un modulo dimenticato.
App WhatsApp Business o piattaforma API: quale scegliere
L’app WhatsApp Business si scarica gratis e si usa sul telefono, o sul computer con WhatsApp Web. A molte piccole aziende basta.
L’altra versione è la WhatsApp Business Platform, che tutti chiamano API: la porta che WhatsApp apre agli altri programmi.
Non ha un’app. La usi attraverso un provider, un’azienda che ti dà il programma, oppure con la Cloud API di Meta, la società proprietaria di WhatsApp.
Avrai un pannello per più persone, collegato al CRM, il programma dove tieni i contatti dei clienti.

Nella tabella, i template sono messaggi modello approvati da Meta.
| App WhatsApp Business | Piattaforma API | |
|---|---|---|
| Costo | app gratuita, broadcast business a pagamento | messaggi a pagamento + costo del provider |
| Chi la usa | una o poche persone | più persone sullo stesso numero |
| Primo messaggio a un cliente | testo libero | solo template approvato da Meta |
| Collegamento con CRM e moduli | limitato | completo |
| Automazioni | benvenuto, assenza, risposte rapide | qualsiasi flusso, anche con l’intelligenza artificiale |
Con la coesistenza Meta permette di usare lo stesso numero sia nell’app sia sulla piattaforma. Alcune funzioni dell’app si spengono, come le liste broadcast.
In cambio puoi rispondere in automatico ai lead, cioè ai contatti interessati, senza lasciare il telefono.
«Sì, ma io quale scelgo?»
Si sceglie sui volumi. Se ricevi qualche decina di richieste a settimana e risponde una persona, parti dall’app.
Se hai più venditori, contatti dalle pubblicità ogni giorno e vuoi tutto nel CRM, ti serve la piattaforma.
Quanto costa ogni messaggio, con le tariffe per l’Italia, lo trovi nell’articolo sui costi della WhatsApp Business API.
Come fare WhatsApp marketing: da dove si parte
Se oggi WhatsApp lo usi solo per rispondere, si parte dall’app Business. Cinque passi, in quest’ordine.
1. Scarica WhatsApp Business e registra il numero
L’app è gratuita, e il numero si conferma con un codice via SMS.
Se quel numero è già su WhatsApp normale, l’app ti propone di passare l’account con le chat. Lo spiega il centro assistenza di WhatsApp: lo stesso numero non può stare sulle due app insieme.
2. Compila il profilo per intero
Molti lo lasciano a metà. Ci vanno nome, categoria, descrizione, indirizzo, orari, email e sito.
È il biglietto da visita che il cliente vede prima di scriverti.
3. Imposta benvenuto, assenza e risposte rapide
Il benvenuto dice chi risponde e in quanto tempo. Parte da solo a chi ti scrive per la prima volta, o dopo 14 giorni senza messaggi, come spiega la pagina di WhatsApp sul messaggio di benvenuto.
Il messaggio di assenza copre chiusure e ferie.
Le risposte rapide salvano i testi che scrivi dieci volte al giorno. Scrivi «/dove», e l’indirizzo con la strada per arrivare è già pronto.
4. Metti il catalogo e usa le etichette
Il catalogo è la vetrina dentro la chat, con foto, descrizione, prezzo e link al sito per ogni prodotto o servizio.
Quando un cliente chiede «cosa avete sotto i 300 euro al mese?», gli mandi la scheda in due tocchi.
Le etichette funzionano come cartelline colorate: nuovo contatto, preventivo inviato, in attesa di documenti, cliente.
5. Raccogli i sì prima di mandare offerte
È il passo che quasi tutti saltano, e quello che decide se il numero resta attivo. Lo vediamo adesso.
Campagne WhatsApp e messaggi promozionali: regole e opt-in
Una sera di novembre mi ha scritto Giuseppina, che ha un centro estetico a Cagliari. Voleva mandare la promozione di Natale a tutta la rubrica.
Quasi quattrocento numeri: clienti, ex clienti, fornitori, le mamme della classe del figlio.
Le ho chiesto di aspettare un giorno. Con quel messaggio rischiava il numero da cui passano tutte le sue prenotazioni.
Le regole di WhatsApp per le aziende sono chiare. Puoi scrivere solo a chi ti ha dato il numero e ha accettato di ricevere messaggi dalla tua azienda.
E devi smettere subito con chi te lo chiede.
Quel sì si chiama opt-in. Basta che dica il nome dell’azienda e cosa riceverà la persona.
«Ma i miei clienti il numero me l’hanno dato. Non basta?»
Per le promozioni no. Te l’hanno dato per prenotare o per un preventivo, e le offerte di Natale sono un’altra cosa.
In Italia c’è anche la legge sulla privacy. Per le promozioni via WhatsApp il Garante chiede un consenso preventivo e specifico: un sì dato prima, proprio a quei messaggi.
Il Garante è l’autorità che controlla come vengono usati i dati personali. Le sue linee guida del 2013 contro lo spam citano WhatsApp per nome.

Il modo più semplice per raccogliere il sì è un cartellino alla cassa con un QR e una frase: «Vuoi le offerte su WhatsApp? Scrivici “Sì” e salva il nostro numero».
Chi lo inquadra ti scrive per primo, e il consenso è chiaro. In più salva il tuo numero, e alle liste broadcast serve.
È quello che ha fatto Giuseppina: la promozione di Natale è andata solo a chi aveva scritto «Sì».
Gli strumenti per le campagne sono tre:
- Le liste broadcast dell’app: fino a 256 persone per lista, e solo tra chi ha salvato il tuo numero, come dice la guida di WhatsApp alle liste.
- I broadcast business: gli invii a pagamento dell’app, con foto e pulsante, che il centro assistenza di WhatsApp dà solo in alcuni paesi.
- I template marketing della piattaforma API: approvati da Meta e pagati a messaggio, con le tariffe della pagina dei prezzi di Meta.
Su Reddit le storie di numeri bloccati si somigliano. Una promozione a qualche centinaio di contatti presi dalla rubrica o comprati, poi le segnalazioni, poi il blocco.
WhatsApp limita o blocca chi riceve molte segnalazioni.
Manda poco, a chi ha detto sì, con qualcosa che gli serve davvero.
Annunci click-to-WhatsApp, Stato e Canali
Gli annunci click-to-WhatsApp sono pubblicità su Facebook e Instagram con un pulsante che apre la chat con la tua azienda.
Il cliente non compila nulla: tocca il pulsante, trova un messaggio già scritto e lo invia.
Con la piattaforma API fanno anche risparmiare. Secondo la documentazione dei prezzi di Meta, quando la conversazione parte da uno di questi annunci si apre una finestra di 72 ore con i messaggi gratuiti.
Come si impostano lo spieghiamo nella guida alla pubblicità su Facebook e Instagram.
Poi c’è la scheda Aggiornamenti di WhatsApp, con lo Stato (le foto e i video che spariscono dopo 24 ore) e i Canali.
Lì Meta ha aggiunto la pubblicità: annunci nello Stato che aprono una chat con l’azienda, e Canali promossi. In Europa sono arrivati nel 2026, e chi non vuole vederli può pagare un abbonamento.
I Canali sono a una via: chi ti segue legge, senza poterti rispondere in chat. Per vendere, accompagnali sempre con un invito a scriverti.
Assistenza clienti e lead su WhatsApp
Conferme di appuntamento, promemoria del tagliando, documenti per il noleggio, foto del danno sull’auto sostitutiva. Su WhatsApp si chiude in pochi minuti quello che si perde tra telefonate ed email.
Con la piattaforma, le risposte libere entro 24 ore dall’ultimo messaggio del cliente non hanno bisogno di template. Dal 1° ottobre 2026 si pagano anche queste, come spiega Meta nella pagina sui prezzi dei messaggi non template.
E se usi risposte automatiche, il cliente deve avere sempre un modo rapido per parlare con una persona.
Poi ci sono i lead. Chi ha appena compilato un modulo ha il telefono in mano adesso, e domani avrà già scritto ad altri due.
Un messaggio partito in pochi secondi spesso decide se diventa una trattativa. Strumenti e testi sono nella guida all’automazione WhatsApp dei lead.
Se ti basta la strada più semplice, con il tuo numero e senza API, su chatpilot.it vedi come parte il messaggio e quanto costa.
Esempi di WhatsApp marketing per settore
Concessionari auto
Etichette per seguire le trattative, catalogo per le auto in pronta consegna. Gli annunci click-to-WhatsApp portano in chat chi guarda l’usato.
Le promozioni vanno solo a chi ha dato il consenso, divise per interesse: chi ha chiesto un SUV ibrido non vuole sapere della citycar.
Noleggio a lungo termine e breve termine
Il preventivo arriva in PDF su WhatsApp, e il cliente risponde lì con le domande su anticipo e chilometri.
Per i documenti dell’istruttoria, la pratica con cui la società di noleggio valuta il cliente, usa un link a un caricamento protetto. Le regole di WhatsApp vietano di chiedere in chat i numeri di documenti d’identità, carte e conti.
Per il breve termine funzionano la conferma, le indicazioni per il ritiro e il promemoria della riconsegna.
Il resto della strategia è nella guida al marketing nel noleggio a lungo termine.
Studi medici e dentistici
Promemoria il giorno prima, indicazioni per arrivare, istruzioni generali per la visita, richiesta di recensione dopo.
Niente referti, diagnosi o dati sanitari in chat, se non hai deciso con il tuo consulente privacy come trattarli. In sanità meglio messaggi informativi che offerte.
Centri estetici, parrucchieri e palestre
Qui WhatsApp è già l’agenda. Il promemoria del giorno prima riduce gli appuntamenti saltati, e il catalogo mostra trattamenti e pacchetti.
Lo Stato è perfetto per le date libere della settimana: lo vede chi ha salvato il tuo numero, senza che tu scriva a nessuno.
Come misurare il WhatsApp marketing (ed errori da evitare)
Per le campagne guarda messaggi consegnati, letti, risposte e clic, e quante risposte diventano appuntamenti o vendite.
Per gli annunci click-to-WhatsApp conta il costo per conversazione avviata. Per lead e assistenza, il tempo di risposta.
Controlla blocchi e richieste di cancellazione: sono il primo segnale che stai scrivendo troppo o alle persone sbagliate.
E segna da dove arriva ogni cliente, con le etichette o nel CRM.
Gli errori che vediamo più spesso:
- mandare promozioni dal numero personale a tutta la rubrica;
- comprare liste di numeri;
- creare gruppi WhatsApp con i clienti, dove tutti vedono il numero di tutti, un problema serio di privacy;
- scrivere messaggi lunghi come email;
- dimenticare la frase che spiega come smettere di ricevere i messaggi.
Se devi partire da una cosa sola, parti dalla velocità. Chi ti scrive o compila un modulo deve avere una risposta prima di cambiare idea.
Per i contatti delle pubblicità e del sito, Chatpilot fa partire quella risposta dal tuo numero. Per le campagne a chi ha dato il consenso c’è Chatpilot API, sulla piattaforma ufficiale.
Se invece preferisci che a impostare tutto, dal profilo alle campagne, sia qualcun altro, nella pagina sul servizio di WhatsApp marketing per aziende trovi come lavoriamo.
Domande frequenti
Si può fare WhatsApp marketing gratis?
Sì, con l’app WhatsApp Business: profilo, catalogo, benvenuto, risposte rapide, etichette e liste broadcast non costano niente. Si pagano i broadcast business, dove ci sono. Sulla piattaforma API si pagano i messaggi consegnati, più il costo del provider.
Si possono mandare messaggi WhatsApp in massa?
Con le liste broadcast dell’app arrivi fino a 256 persone per lista, e solo a chi ha salvato il tuo numero. Oltre serve la piattaforma API, con template approvati e solo verso chi ha dato il consenso. Mandare centinaia di messaggi dal numero di tutti i giorni, con liste comprate o programmi non autorizzati, è la via più rapida per farselo bloccare.
È legale usare WhatsApp per lavoro, con i clienti?
Sì, WhatsApp Business è fatto apposta. Rispondere a chi ti ha scritto, o a chi ti ha chiesto di essere ricontattato, vuol dire dare seguito alla sua richiesta. Per le promozioni serve un consenso dato prima e solo per quello, come chiede il Garante della privacy, e devi fermarti con chi ti chiede di smettere.
Il WhatsApp marketing funziona anche per un’attività piccola?
Sì. I clienti ti conoscono e hanno già il tuo numero, e una risposta veloce dal titolare vale molto. Bastano l’app Business ben impostata, una lista di chi ha detto sì e un modo per rispondere subito.
La prima regola del WhatsApp marketing è rispondere in fretta
Chatpilot manda un messaggio dal numero della tua attività a chi compila i tuoi moduli, a qualsiasi ora. Su chatpilot.it trovi come lavora e i prezzi.
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