Cosa fare per essere più produttivi al lavoro: 9 abitudini che reggono anche quando il telefono non smette di squillare

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Cosa fare per essere più produttivi al lavoro: 9 abitudini che reggono anche quando il telefono non smette di squillare

«Arrivo a sera senza energie e non ho fatto niente di quello che volevo. Come si fa a essere più produttivi al lavoro?»

Cosa fare per essere produttivi, in breve: decidi la sera prima tre priorità, difendi due blocchi di lavoro senza interruzioni, leggi le email a orari fissi. Il lavoro che non serve a te, invece, lo deleghi o lo automatizzi.

È una delle domande che sento più spesso da chi ha un’attività piccola. Da chi risponde al telefono, segue i clienti e la sera fa pure i preventivi.

Le abitudini che aiutano davvero sono nove, da ripetere ogni giorno. Nessuna richiede app costose o sveglie alle cinque del mattino.

Si dividono in quattro gruppi: organizzare la giornata, difendere l’attenzione, recuperare energia e togliersi di dosso il lavoro che non serve a te.

Cosa fare per essere produttivi: parti da come usi il tempo oggi

Prima di cambiare qualcosa, guarda come lavori adesso.

Per una settimana annota a fine giornata cosa hai fatto davvero e quanto tempo ti ha preso. Bastano un foglio o le note del telefono.

Su r/productivity, il gruppo di Reddit dedicato alla produttività, è il consiglio che ritorna più spesso tra chi dice di essere migliorato sul serio.

Il registro mostra cose che a memoria non vedi.

Il titolare di un autonoleggio, per esempio, scopre di passare un’ora al giorno a rispondere alle stesse tre domande su WhatsApp.

Per un’impresa piccola, essere produttivi vuol dire spostare ore dalle cose che non portano niente a quelle che portano clienti, incassi e lavori chiusi.

Tieni da parte il registro: lo rifarai tra un mese. E se dentro trovi soprattutto domande sempre uguali, all’abitudine numero 8 c’è un modo per toglierle di mezzo.

Organizza la giornata prima che cominci

1. Pianifica la sera prima, con tre priorità

Pianificare la giornata per essere più produttivi al lavoro
La giornata si pianifica prima di aprire le email.

Gli ultimi dieci minuti della giornata sono i più utili per quella dopo.

Scrivi le tre cose che domani vanno fatte a ogni costo, in ordine, con accanto l’orario in cui le farai.

Tre, e non dodici. Una lista lunga mette tutto sullo stesso piano, e finisci per spuntare le voci facili.

Per sceglierle aiuta la matrice di Eisenhower, che divide le cose da fare in urgenti e importanti. Le importanti e urgenti le fai subito, le importanti e non urgenti le metti in agenda.

Le urgenti che non sono importanti le passi a qualcun altro. Le altre, né urgenti né importanti, le cancelli dalla lista.

La mattina, appena accendi il computer, arrivano le urgenze degli altri: il cliente che chiama, l’email del fornitore, il collaboratore con una domanda.

Se la priorità l’hai decisa la sera prima, a mente fredda, sai cosa difendere. E l’orario trasforma «devo finire il preventivo» in un appuntamento: «alle 9 il preventivo per la flotta aziendale».

2. Proteggi due blocchi di lavoro profondo

Il lavoro che fa crescere un’attività chiede concentrazione continua: scrivere un’offerta, preparare una campagna, rivedere i prezzi.

Prenota in agenda uno o due blocchi da 60-90 minuti, nelle ore in cui rendi di più, e trattali come un appuntamento con un cliente.

Telefono in silenzioso, posta chiusa, porta chiusa se puoi.

Nel primo blocco della giornata metti il lavoro più pesante, quello che rimanderesti. In inglese lo chiamano eat the frog, mangia il rospo: tolto quello, il resto pesa meno.

Il nemico sono le interruzioni. Il Work Trend Index 2025 di Microsoft, basato sui dati anonimi di chi usa Outlook, Word e Teams, dice che si viene interrotti in media ogni 2 minuti.

Sono circa 275 interruzioni al giorno, tra riunioni, email e notifiche. Ognuna ti costringe a ritrovare il filo.

Se lavori con pochi collaboratori, mettiti d’accordo con loro: in quelle ore ti si cerca solo per un’emergenza vera.

Difendi l’attenzione da email, notifiche e riunioni

3. Controlla le email a orari fissi

Difendere l'attenzione da email e notifiche per essere produttivi
Notifiche e riunioni rubano più tempo di quanto sembri.

La posta aperta tutto il giorno dà la sensazione di essere sul pezzo. In pratica ti mette a disposizione di chiunque scriva.

Scegli tre momenti, per esempio le 9:30, le 13 e le 17: apri, rispondi, archivia, chiudi.

Alla University of British Columbia, in Canada, Kostadin Kushlev ed Elizabeth Dunn l’hanno messo alla prova con 124 persone e la posta tre volte al giorno.

Per una settimana i partecipanti controllavano la posta solo tre volte al giorno, nell’altra quando volevano. Con gli orari fissi lo stress quotidiano era più basso.

Resistere, però, era difficile. Togli l’avviso sonoro della posta, e nella firma scrivi a che ore rispondi e un numero per le urgenze.

4. Spegni le notifiche che non ti fanno lavorare meglio

Passa in rassegna le app del telefono. Per ognuna chiediti se una sua notifica, nell’ultimo mese, ti ha fatto guadagnare qualcosa o evitare un problema.

Social, notizie, shopping, giochi: via. Tieni le chiamate, i messaggi dei clienti e poco altro.

Ogni notifica è un’interruzione anche quando non la apri, perché ti obbliga a decidere se aprirla.

5. Fai riunioni più corte, con un ordine del giorno

Una riunione senza ordine del giorno si allarga fino a occupare tutto il tempo che le concedi.

Prima di convocarla, scrivi in due righe cosa deve decidere. Se non ci riesci, probabilmente basta un messaggio.

Fissa durate da 25 o 50 minuti invece di 30 e 60, e chiudi sempre stabilendo chi fa cosa, entro quando.

Lo Human Factors Lab di Microsoft ha misurato con l’elettroencefalogramma l’attività del cervello di 14 persone durante videochiamate una dopo l’altra.

Senza pause tra una riunione e l’altra lo stress si accumulava, con brevi pause scendeva. Lo studio è piccolo e riguarda solo le riunioni online, ma l’indicazione regge: lascia un margine.

Nelle piccole aziende la riunione più costosa è il collega che entra «per un minuto». Raccogli le domande non urgenti e affrontale tutte in un quarto d’ora fisso, a inizio giornata.

Recupera energia: pause e sonno

6. Fai delle pause vere

Saltare la pausa per finire prima è un cattivo affare.

Nel 2022 la rivista scientifica PLOS ONE ha pubblicato una revisione di 22 studi: le micro-pause fino a 10 minuti aumentano l’energia e riducono la stanchezza.

Sulla resa nel lavoro, invece, l’effetto era troppo piccolo per dire con certezza che ci sia.

Tradotto: dopo ogni blocco di lavoro profondo alzati, cammina, guarda fuori, bevi un bicchiere d’acqua.

Scorrere i social non vale come pausa.

7. Dormi abbastanza

Il sonno è la parte del lavoro che si fa a casa.

I CDC, l’ente sanitario pubblico degli Stati Uniti, indicano per gli adulti tra i 18 e i 60 anni almeno 7 ore a notte.

Tra i benefici citano più attenzione e più memoria.

Chi dorme cinque ore per lavorare di più restituisce quelle ore in errori, lentezza e nervosismo.

Due abitudini aiutano più di tutto: svegliarsi a un orario simile ogni giorno, anche nel fine settimana, e staccare dagli schermi di lavoro la sera.

Togliti di dosso il lavoro che non serve a te

8. Delega quello che altri possono fare

Chi guida una piccola attività tende a fare tutto da sé, perché «faccio prima io». La prima volta forse è vero, alla decima no.

Riprendi il registro e segna le attività che non richiedono la tua competenza o la tua firma: registrare le fatture, fissare gli appuntamenti, aggiornare le offerte.

Per delegare bene scrivi una volta come si fa, con un esempio, e indica come capire se il lavoro è fatto bene. La prima settimana correggerai parecchio, dalla terza avrai liberato ore.

E se non hai nessuno a cui delegare, c’è una delega che non ha bisogno di persone.

Le domande di sempre, quelle del registro, si possono affidare a una pagina: orari, mappa, servizi, come si ordina, un tasto per scriverti su WhatsApp.

Una risposta scritta sul sito la dai una volta, e poi lavora da sola. Anche la domenica, anche quando sei a cena.

Chi ti cerca su Google la trova senza telefonarti, e chi telefona di solito ha una domanda vera. Se oggi quelle risposte le dai a voce dieci volte al giorno, conviene scriverle una volta sola, sul tuo sito.

9. Automatizza le attività ripetitive

Alcune attività le fa un programma da solo.

Copiare i contatti dal sito nel gestionale, mandare un promemoria, rispondere entro un minuto a chi lascia il contatto su Facebook.

Un esempio dal noleggio a lungo termine. Il cliente compila il modulo, il contatto entra nel CRM (il programma dove tieni i clienti) e parte un WhatsApp con il riepilogo dell’offerta.

Questo tipo di risposta automatica è quello che costruiamo nel servizio di WhatsApp marketing per le aziende.

Da dove partire lo spieghiamo nella guida per automatizzare le attività ripetitive, e con l’intelligenza artificiale in quella sulle automazioni AI per piccole imprese.

Come diventare più produttivi in quattro settimane

Nove abitudini introdotte tutte insieme durano tre giorni. Meglio una alla volta, partendo da quelle che liberano tempo subito:

  1. Settimana 1: registro del tempo e pianificazione serale con tre priorità.
  2. Settimana 2: email a orari fissi e pulizia delle notifiche.
  3. Settimana 3: un blocco di lavoro profondo al giorno e riunioni con ordine del giorno.
  4. Settimana 4: un’attività da delegare e una da automatizzare.

Pause e sonno non hanno una settimana dedicata, perché vanno curati da subito.

A fine mese rifai il registro e confrontalo con il primo. Conta quante ore sono passate dal lavoro ripetitivo a quello che porta risultati: quel numero vale più di qualsiasi app.

Gli errori che sembrano produttività

Il primo è il multitasking, cioè fare più cose insieme. Rispondere a un messaggio mentre scrivi un preventivo ti fa fare due cose a metà, e ogni passaggio costa tempo.

Il secondo è collezionare app: cambiare ogni mese quella per le cose da fare, sistemare bacheche colorate. Su r/productivity chi è migliorato davvero parla di sistemi semplici e di costanza, quasi mai di strumenti.

Il terzo è misurare la produttività in ore. Lo stesso Work Trend Index di Microsoft segnala che le riunioni dopo le 20 sono cresciute del 16% in un anno.

Misura quello che esce: preventivi inviati, clienti richiamati, lavori consegnati.

L’ultimo è aspettare la motivazione. Le abitudini servono proprio nei giorni in cui la voglia manca.

Prima di chiudere, una domanda: quante volte, oggi, hai risposto alla stessa domanda?

Se il numero ti sorprende, il tempo che cerchi è lì. Se vuoi capire come riprendertelo, raccontaci la tua attività: ti scriviamo su WhatsApp.

Domande frequenti

Qual è l’abitudine più utile per essere più produttivi?

Decidere la sera prima le tre priorità del giorno dopo, con un orario per ciascuna. Costa dieci minuti e ti protegge dalle urgenze degli altri.

Perché non riesco a concentrarmi sul lavoro?

Spesso il motivo sono le interruzioni: secondo il Work Trend Index di Microsoft si viene interrotti in media ogni 2 minuti, tra email, riunioni e notifiche. Poi pesano il sonno, se dormi meno di 7 ore, e il telefono sempre a portata di mano.

Quante ore al giorno si riesce a lavorare con piena concentrazione?

Dipende dalla persona e dal lavoro. Con una giornata piena di telefonate, due blocchi da 60-90 minuti senza interruzioni sono già tanto.

Il metodo Pomodoro funziona?

Il metodo Pomodoro, 25 minuti di lavoro e 5 di pausa, aiuta chi fatica a cominciare. Per i lavori in cui devi entrare a fondo in un problema 25 minuti possono essere pochi: prova blocchi da 50-90 minuti.

Come si fa a essere produttivi lavorando da casa?

Valgono le stesse abitudini, con due accortezze: un posto fisso dove lavori solo tu e un orario di fine giornata che rispetti.

Quando conviene automatizzare invece di delegare?

Quando l’attività è sempre uguale e segue una regola chiara, come copiare dati o mandare promemoria. Se serve giudizio, come trattare un prezzo, affidala a una persona.

Raccontaci la tua attività

Dicci che lavoro fai e dove perdi più tempo. Ti scriviamo su WhatsApp entro pochi minuti.

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