Per creare moduli con Elementor ti serve Elementor Pro, la versione a pagamento.
Dentro c’è il widget Form. Lo trascini nella pagina, scegli i campi da compilare e decidi cosa succede quando il cliente preme il pulsante.
Per un modulo contatti, una richiesta di preventivo o un’iscrizione basta e avanza.
Si ferma quando il modulo deve ragionare: mostrare un campo solo a chi ha dato una certa risposta, o calcolare un prezzo.
Qui sotto trovi come si costruisce, dove finiscono le richieste, i limiti veri del widget e cosa usare quando non basta più.
Indice dei contenuti di questo articolo
ToggleFunzionalità di Elementor per la creazione di moduli
Elementor è il programma che costruisce le pagine di un sito WordPress trascinando dei blocchi, che lui chiama widget.
Quello del modulo è il widget Form, che in italiano si chiama Modulo.
«C’è anche nella versione gratuita?»
No: il widget Form c’è solo in Elementor Pro. Con l’Elementor gratuito puoi usare un modulo fatto con un altro plugin, come vediamo più avanti.
Appena lo aggiungi, il modulo ha già tre campi: nome, email e messaggio. Gli altri li scegli tu tra i venti tipi elencati nella documentazione ufficiale del widget Form.
Molti si capiscono da soli, come testo, email, telefono, data o caricamento file. Altri hanno nomi da tradurre:
- Radio, select e checkbox: i pallini, la tendina, le caselle da spuntare.
- reCAPTCHA: il controllo di Google «non sono un robot».
- Honeypot: un campo trappola invisibile, che riempiono solo i programmi di spam.
- Step: divide il modulo in più pagine.
- Accettazione: la casella per la privacy o per il consenso alle offerte.
- Campo nascosto: raccoglie cose che chi compila non vede, come la pagina da cui arriva.
Ogni campo lo puoi rendere obbligatorio e ne scegli la larghezza: nome e telefono al 50% stanno sulla stessa riga.
Nella scheda Avanzate c’è lo shortcode, un codice tra parentesi quadre da scrivere nelle email. Al suo posto compare quello che ha scritto il cliente.
Come la riga vuota di «Gentile signor ______», che Elementor riempie con il nome vero.
Prima di comprare: guarda il piano
Sulla pagina prezzi di Elementor il piano Essential include il widget Form.
Gli mancano però la raccolta degli invii nella bacheca di WordPress e il Popup Builder, per le finestre che si aprono sopra la pagina. Tutte e due ci sono dal piano Advanced Solo in su.
Se vuoi ritrovare le richieste dentro WordPress, il piano Essential non basta. Tra poco vedi perché conta così tanto.
Se il sito non ce l’hai ancora e di piani e plugin non vuoi sentir parlare, puoi lasciarlo fare a noi. In una pagina sola trovi cosa c’è nel sito per la tua attività e quanto costa.
Come creare un modulo con Elementor Pro, passo per passo
Prendiamo un modulo contatti con nome, telefono, una domanda a scelta e un messaggio facoltativo. Si costruisce così:

- Dalla bacheca apri l’elenco delle pagine, passa sopra la pagina e scegli Modifica con Elementor. Nel pannello a sinistra cerca «Form» o «Modulo» e trascina il widget dove deve stare.
- In Campi del modulo rinomina il campo Nome. Trasforma Email in Telefono con il tipo «tel», che sul cellulare apre la tastiera dei numeri, e metti tutti e due al 50%.
- Aggiungi un campo select o radio con una domanda che ti dice che richiesta è, per esempio «Privato o partita IVA?». Poi rendi facoltativo il messaggio.
- Aggiungi un campo nascosto per sapere da quale pagina arriva la richiesta, e un honeypot contro lo spam.
- Nella sezione Pulsanti scrivi un testo che dica cosa succede, tipo «Ricevi il preventivo», al posto di «Invia».
- In Azioni dopo l’invio scegli cosa deve succedere: raccolta degli invii, email, redirect, webhook o integrazioni. Le vediamo nella prossima sezione.
- Compila la sezione Email. In Opzioni aggiuntive scrivi i tuoi messaggi di conferma e di errore.
- Premi Pubblica e fai un invio di prova dal telefono. Controlla che l’email arrivi e che la richiesta compaia dove te l’aspetti.
L’ultimo passo è quello che saltano quasi tutti.
Un modulo che funziona in anteprima può non consegnare nessuna email per settimane.
Il «Grazie, ti ricontatteremo» compare lo stesso, e nessuno si accorge di niente.
Su quali campi chiedere e cosa scrivere nel pulsante c’è un ragionamento completo nella guida ai moduli di contatto efficaci.
Azioni dopo l’invio: email, redirect, webhook e integrazioni
Le azioni dopo l’invio decidono che fine fa una richiesta, e se ne possono attivare più di una insieme.
Collect Submissions ed Email
Collect Submissions vuol dire «raccogli gli invii»: salva ogni richiesta nella bacheca di WordPress.
È la tua rete di sicurezza. Se un’email si perde, la richiesta resta lì.
L’azione Email manda la richiesta a te o ai tuoi collaboratori. Con lo shortcode [all-fields] nel testo, compaiono tutti i campi compilati.
Il «Rispondi a» va impostato sul campo email del cliente. Così, quando premi Rispondi nella tua posta, scrivi direttamente a lui.
Email 2 serve di solito per la conferma a chi ha compilato.
Redirect, Popup e integrazioni
Redirect porta chi ha compilato su un’altra pagina, di solito un ringraziamento.
È il modo più semplice per contare le richieste arrivate dal sito, perché quella pagina la vede solo chi ha inviato il modulo. Le conti con Google Analytics o con il pixel di Meta, che registrano cosa succede sul sito.
Popup apre una finestra sopra la pagina, se il tuo piano ha il Popup Builder.
Le integrazioni già pronte sono elencate nella documentazione sulle azioni dopo l’invio: ActiveCampaign, ConvertKit, Drip, GetResponse, Mailchimp, MailerLite, Slack, Discord e AWeber. Quasi tutti programmi per le newsletter, più due chat.
Il webhook, l’azione che usiamo di più
Per tutto il resto c’è il webhook: un indirizzo a cui il modulo manda i dati in automatico, appena arriva una richiesta.
Un percorso tipico:
- il webhook passa la richiesta a Make, un servizio che collega tra loro programmi diversi;
- da Make il contatto entra nel CRM, il programma dove tieni i clienti e cosa gli hai proposto;
- il venditore riceve la notifica sul telefono;
- al cliente parte un messaggio WhatsApp di conferma con Chatpilot.
Nessuno ricopia niente a mano.
Percorsi così sono il cuore del nostro lavoro sulla lead generation, cioè la raccolta dei contatti di chi è interessato a quello che vendi.
Perché le email del modulo finiscono nello spam
La stessa Elementor scrive che le notifiche dei moduli finiscono spesso nello spam.
Succede quando il sito spedisce dal server dell’hosting, il computer dell’azienda che lo ospita, senza nessuna impostazione.
Per Gmail è una raccomandata senza mittente: la consegna, ma la guarda storto.
Si sistema con tre impostazioni:
- Un servizio di invio esterno: collegato con un plugin come WP Mail SMTP o con Site Mailer di Elementor.
- Un mittente del tuo dominio: un indirizzo con il nome del tuo sito dopo la chiocciola.
- SPF e DKIM a posto: due impostazioni del dominio che dimostrano ai servizi di posta che quelle email le hai mandate tu.
Dove finiscono gli invii del form Elementor
Se Collect Submissions è attiva, ogni invio finisce dentro WordPress, nel menu Elementor > Invii (Submissions, in inglese).
Lì apri la richiesta e vedi i dati e la pagina da cui è arrivata, oppure le scarichi tutte in un file CSV per Excel.
«E se la raccolta è spenta, o il mio piano non ce l’ha?»
Allora le richieste esistono solo nelle email.
Se una finisce nello spam o viene cancellata per sbaglio, quel cliente non lo ritrovi più.
Per questo conviene tenere sempre una copia fuori dalla casella di posta: nella bacheca, in un foglio condiviso o nel CRM, passando dal webhook.
Se il modulo raccoglie documenti personali, come patenti o referti, decidi anche dove restano e per quanto tempo.
Ora pensa al tuo sito. Sai dove vanno a finire le richieste del modulo?
Se la risposta è «non lo so» e preferisci che a queste cose ci pensi qualcun altro, il sito lo facciamo noi, moduli compresi. Nella pagina del sito per la tua attività leggi come funziona e quanto costa.
Limiti di Elementor nella creazione di moduli complessi
I problemi arrivano quando le domande non sono uguali per tutti.
Il limite più pesante è la logica condizionale: la regola «se il cliente risponde così, mostra quest’altro campo».
Se sceglie «azienda», con il solo widget non puoi far comparire il campo partita IVA. La documentazione suggerisce di scrivere codice JavaScript in un campo HTML.
La richiesta di aggiungerla, sul repository GitHub di Elementor, è aperta dall’ottobre 2017. Oltre cento commenti di utenti che la aspettano ancora.

Il secondo limite sono i calcoli. Un modulo per infissi che dà un prezzo da larghezza e altezza, o un simulatore di rata, con il widget non si fanno.
Anche qui serve codice scritto apposta, da ricontrollare a ogni aggiornamento.
Il giorno che si rompe, il prezzo sbagliato lo vede il cliente prima di te.
Poi ci sono i limiti minori:
- il modulo a più pagine fa vedere a tutti gli stessi passi, senza salti in base alle risposte;
- chi compila non può salvare e riprendere più tardi;
- mancano la firma, il completamento degli indirizzi e i campi che si ripetono, come «aggiungi un altro conducente».
Contro lo spam, invece, la dotazione è onesta: honeypot, reCAPTCHA e, dal piano Advanced, Akismet. Cloudflare Turnstile si aggiunge con il plugin gratuito Simple CAPTCHA with Cloudflare Turnstile.
Add-on per Elementor
Il sito è già fatto con Elementor e ti manca una funzione? La strada più corta è un add-on, un’estensione che aggiunge al widget quello che gli manca.
Per la logica condizionale uno dei più installati è Conditional Fields for Elementor Form, di Cool Plugins: mostra e nasconde i campi in base alle risposte. Un’alternativa più recente è TNT Conditional Logic Fields for Elementor Forms.
Per calcoli e campi ripetibili c’è Piotnet Addons For Elementor, che tutti chiamano PAFE. Quelle funzioni stanno nella versione Pro, a pagamento.
I calcoli li fa anche MetForm, un costruttore di moduli che lavora dentro Elementor: nella sua guida ai campi di calcolo la funzione è segnata come Pro.
Prima di installarne uno, guarda nella sua pagina l’ultimo aggiornamento, le installazioni attive e la compatibilità con la tua versione di Elementor Pro.
Un add-on abbandonato, su un modulo che raccoglie contatti, è un rischio.
Soluzioni alternative per moduli complessi
A volte il modulo è il cuore del lavoro: un preventivatore, una pratica con più documenti, un modulo che cambia strada a seconda delle risposte.
Lì conviene un plugin di moduli dedicato, da mettere nella pagina con il suo widget o il suo shortcode. Ecco come si confrontano, secondo le pagine ufficiali controllate a ottobre 2026:
| Elementor Pro Form | WPForms | Gravity Forms | Fluent Forms | |
|---|---|---|---|---|
| Versione gratuita | No, serve Elementor Pro | Sì (Lite) | No | Sì |
| Logica condizionale | Solo con add-on o codice | Sì, versione Pro | Sì | Sì, anche nella gratuita |
| Calcoli | Solo con codice | Addon Calculations | Sì | Versione Pro |
| Modulo a più pagine | Sì, uguale per tutti | Sì, versione Pro | Sì | Versione Pro |
| Caricamento file | Sì | Versione Pro | Sì | Versione Pro |
Noi scegliamo così:
- Modulo contatti o preventivo semplice: il widget di Elementor. Un plugin in meno, lo stesso stile del sito, e con il webhook si collega a tutto.
- Un campo che compare in base a una scelta: il widget più un add-on di logica condizionale.
- Calcoli, campi ripetibili, moduli lunghi da riprendere: Gravity Forms o Fluent Forms, che reggono meglio i moduli complicati.
Per i siti di noleggio o delle concessionarie, con preventivatori e cataloghi, spesso conviene un plugin costruito per quel lavoro. Per il noleggio a lungo termine, per esempio, abbiamo sviluppato DNA NLT Manager.
Un modulo generico adattato, prima o poi, mostra le cuciture.
Qualunque strumento scegli, fai una cosa oggi stesso. Prendi il telefono, compila il modulo del tuo sito come farebbe un cliente e guarda dove arriva la richiesta.
Bastano due minuti. E se dalla prova esce che qualcosa non torna, qui c’è il sito che facciamo per le attività come la tua, con tutto quello che comprende.
Domande frequenti
Si possono creare moduli con Elementor gratuito?
No. Il widget Form è una funzione di Elementor Pro. Con la versione gratuita puoi mettere nella pagina un modulo creato con un plugin come WPForms Lite, Fluent Forms o Contact Form 7.
Quanto costa Elementor Pro?
Dipende dal piano e dal numero di siti: a ottobre 2026 la pagina prezzi di Elementor parte da 60 dollari l’anno. Prima di comprare controlla che il piano salvi gli invii dei moduli: l’Essential non lo fa.
Come si installa Elementor su WordPress?
La versione gratuita si installa dalla bacheca: Plugin, Aggiungi nuovo, cerca «Elementor», poi Installa e Attiva. Per la Pro scarichi il file .zip dal tuo account Elementor, lo carichi dalla stessa schermata e attivi la licenza dal menu Elementor.
Perché il form Elementor non invia le email?
Di solito perché il sito spedisce dal server dell’hosting senza verifica del mittente, e le email finiscono nello spam. Usa un servizio SMTP, cioè un servizio di posta esterno, e un mittente del tuo dominio.
Come collego il form Elementor a un CRM o a WhatsApp?
Con l’azione Webhook, che manda i dati a un servizio come Make o Zapier, e da lì al CRM e a WhatsApp. Per ActiveCampaign, Mailchimp e pochi altri c’è il collegamento diretto.
Vuoi un sito dove le richieste non si perdono per strada?
Facciamo siti WordPress per attività locali, con i moduli collegati a dove servono. Nella pagina c'è cosa trovi nel sito e quanto costa, scritto per intero.
Guarda quanto costa




